Due filosofie a confronto: Woodchipper VS. Moloko

Mettiamo a confronto due manubri superclassici, il Salsa Woodchipper e il Surly Moloko, due estremisti votati ad un’unica missione, offrire un comodo appoggio alle tue mani quando pedali per molte ore.

Quando si tratta di viaggiare in bicicletta si passano ore e giorni pedalando e, oltre alla bicicletta ideale sono importantissimi i punti di contatto, pedali, sella e manubrio. Nell’universo delle Touring Bike ci sono fondamentalmente due approcci diversi, bicicletta con manubrio tipo Flat o leggermente curvo e manubrio di tipo Drop Bar, di derivazione stradale. Entrambe le tipologie di manubrio hanno i loro punti di forza, e molti produttori adottano una tipologia piuttosto che l’altra.

Salsa Cycles con la Marrakesh ha addirittura sdoppiato il modello in due versioni, Flat e Drop bar, con due geometrie diverse, che tengono conto delle diverse quote e possibilità di allungamento della parte superiore del corpo per le due tipologie di manubrio.

Le biciclette da viaggio classiche con portapacchi e borse laterali, tipiche dei ciclisti nordeuropei, spesso adottano manubri stile Flat o derivati, che garantiscono un buon controllo in fase di guida grazie al rapporto di leva più lungo.

Il più recente assetto Bikepacking invece sembra aver privilegiato, grazie anche al basso profilo aereodinamico e una distribuzione dei pesi più centrale, l’utilizzo dei manubri Drop, soprattutto nelle varianti fuoristradistiche.

Salsa Woodchipper, il Drop Bar da Mountainbike

Il capostipite dei manubrio Drop Bar da fuoristrada è il Salsa Woodchipper, nato nel 2009 con la Fargo, la bicicletta da viaggio fuoristrada per eccellenza. Il Woodchipper, che assomiglia in modo impressionante ai manubri da corsa di inizio secolo quando le biciclette andavano su sterrato, è un manubrio da Mtb che nasce per offrire sia posizioni delle mani diversificate e sia un maggior controllo nella guida off road. Questo avviene grazie alla particolare curvatura del drop, che è molto stretta e ha le due appendici inferiori che si aprono verso l’esterno (Flare) per avere le mani in presa bassa più larghe e con un’inclinazione dei polsi più naturale e meno stancante. Il Woodchipper ha un angolo di Flare della parte bassa verso l’esterno tra i più pronunciati, ovvero 25°, mentre le altre misure sono piuttosto compatte rispetto ai classici manubri da corsa: 114mm di drop, 56mm di reach e 38° di angolo drop. Il Woodchipper è disponibile in 3 larghezze, 42cm, 44cm e 46cm.

Bisogna tenere conto che il Woodchipper è un manubrio da fuoristrada, anzi è un Drop Bar da mtb, quindi va montato con la presa bassa (curvatura) piuttosto in alto, pressapoco alla stessa altezza di un manubrio flat mtb, in modo da garantire il massimo controllo nella guida tecnica in questa posizione.  Inoltre il Reach, ovvero l’avanzamento è molto corto, anzi è il più corto tra i manubri di questo tipo, rendendo il Woodchipper molto adatto a non perdere la presa nello sconnesso, ma rende un po’ più lungo il posizionamento ideale delle leve freno. Inoltre per la posizione più comoda conviene angolare le due parti basse tra 20 e 25 gradi, secondo il proprio gradimento.

Una volta trovata la posizione ideale il Woodchipper vi garantisce diverse posizioni per le mani, in modo da poterle cambiare spesso e non stancarle troppo. Avendo una posizione delle mani in presa bassa aperta, permette di montare una sacca da manubrio di buone dimensioni, senza dare fastidio alle impugnature.

Surly Moloko, comodo e indistruttibile.

Il Moloko di Surly invece è un manubrio multiposizione mtb, che deriva dall’idea originale di Jeff Jones e del suo H Bar, che nasce a completamento del suo progetto di bicicletta totale, che comprende telaio, forcella, e ruote. L’idea dei manubri multiposizione, che nascono espressamente per aumentare il comfort delle mani durante i viaggi su terreno off-road, è di aumentare l’angolatura delle manopole verso il corpo in modo che i polsi mantengano una posizione più naturale, e riposante. Il Jones originale ha un’angolo dell’impugnatura di 45 gradi.

Naturalmente il Moloko è la versione Surly, quindi ha delle caratteristiche uniche e diverse da ogni altro. Innanzitutto è realizzato in acciaio, il che lo rende estremamente resistente, anzi indistruttibile. Un manubrio in carbonio se sbatte contro un albero in velocità ha alte probabilità di rompersi, è successo, il Moloko non si romperà. Questo per un manubrio che va montato su una bicicletta da viaggio, che sarà caricata molto, sarà appoggiata ovunque e potrà cadere è fondamentale, in pratica un problema risolto, per sempre. Certo essendo in acciaio è pesante, parecchio, ma su una bici che sarà comunque caricata con molti chili di attrezzature, perchè preoccuparsi di qualche etto, se il manubrio è una garanzia di resistenza assoluta?

Anche la forma del Moloko è piuttosto inusuale e unica, con un ponte di comando che oltre a numerose posizioni per le mani garantisce un solido appoggio per borse (in pratica fa da portapacchi a sospensione) e per accessori vari (computer, GPS, faretti, etc). Quindi un manubrio che diventa componente fondamentale per il carico delle borse anteriori in completa sicurezza. Le due prolunghe anteriori si prestano ottimamente come supporto avanzato per una posizione con la schiena più piatta e allungata e per avere una migliore penetrazione aereodinamica, soprattutto in caso di vento. Il Moloko ha le manopole angolate di 34 gradi (quindi una posizione più avanzata del classico H Bar), un rise piatto e una larghezza di 735 mm che possono essere accorciati in caso di necessità (ma munitevi di un buon seghetto da ferro!).

Il Moloko può essere nastrato integralmente, per avere un sacco di posizioni per le mani e cambiarle spesso, anche in funzione del percorso che si sta affrontando, oppure solo in alcune parti, per lasciare dello spazio agli accessori che saranno sempre a portata, anche mentre si pedala. Il Moloko è compatibile con tutte le manopole da mtb, anche quelle ergonomiche che scaricano il nervo ulnare e evitano formicolii alle mani e alle braccia.

Il confronto

E veniamo al confronto tra le posizioni assumibili con i due manubri. Premettiamo che bisognerà sempre valutare correttamente la misura del telaio e dell’attacco manubrio per avere la distanza più confortevole. Infatti i telai progettati per i manubri Drop sono più corti di almeno 3/5 cm rispetto ai telai nati per i manubri flat e solitamente hanno il tubo sterzo più alto di 3/4 centimetri.

Confrontando il Woodchipper con il Moloko si notano immediatamente la differenze, la presa principale del Moloko risulta più avanzata con la posizione centrale abbastanza simile a quella sulle leve del Woodchipper. Il Moloko ha poi almeno un paio di posizioni supplementari nella parte anteriore, comprese le due appendici. Questa posizione a volte viene replicata in gare di Bikpacking aggiungendo due prolunghe stile Aero (da crono) al manubrio stile Drop Bar, il Moloko le ha di serie! La posizione sulla barra orizzontale del Woodchipper sul Moloko risulta angolata, ma con possibilità di cambiare inclinazione, evidenziando una maggiore varietà di posizioni.

Per curiosità confontiamo il Moloko anche con il manubrio H Bar di Jones. In questo caso i due manubri si assomigliano, il Moloko ha le due appendici anteriori, che consentono ulteriori posizioni delle mani, ed è meno angolato (34 gradi contro 45) per una posizione leggermente più avanzata.

 

Ultimo confronto con Open Bar sempre Surly, un manubrio simile nelle intenzioni, ma dalla forma più semplice, senza la parte anteriore, e che ha 53 gradi di inclinazione ed è leggermente più stretto a 666mm (misura casuale?) di estensione totale

 

Una Fargo con il Moloko?

Ma cosa succederebbe se si volesse allestire una classica Drop Bar come ad esempio la Salsa Fargo con il Moloko?

Innanzitutto bisogna tenere conto della geometria del telaio, che come si diceva, ha il tubo superiore più corto rispetto ad una classica bicicletta da viaggio o mtb (flat bar), quindi sarà probabilmente necessario utilizzare un attacco manubrio di almeno 2 o 3 cm più lungo. A meno di non avere un telaio di una taglia più grande, che allora sarà già allungato.

Il Moloko potrà essere inclinato per trovare la presa più comoda, intorno ai 15/17 gradi, e offrirà una maggiore leva nella guida fuoristrada, grazie alla maggiore larghezza. Questo, mantenendo le mani sulle manopole esterne consentirà di aumentare il controllo di guida nei tratti dissestati in fuoristrada. La posizione della schiena sarà più eretta e distesa date le manopole in posizione più alta, con conseguente minore affaticamento del collo e della testa.

In effetti non sono pochi i viaggiatori che hanno modificato le loro Fargo con manubri multiposizione, che offrirebbero una comodità ancora maggiore rispetto al Woodchipper, una grande sicurezza nella guida fuoristrada, anche grazie all’utilizzo di comandi mtb, che evitano di staccare la presa delle mani dalla manopola durante la cambiata.

I telai compatibili con il Moloko

Tutti i modelli Surly da viaggio fuoristrada sono compatibili con il Moloko, grazie alla loro geometria, a partire dalla recentissima Bridge Club, per arrivare alla ECR, alla Ogre, alla Troll e anche alla Pugsley, una delle Bikepacker tuttoterreno più comode del mondo come potete vedere qui sotto. In casa Surly la differenza la fanno soprattutto i formati delle ruote, che sono sempre generosi.

2 Responses
  1. Andy Tek

    Ciao, ho montato da poco il Moloko sulla mia bici e mi trovo molto bene. Cercavo però di poter utilizzare la mia borsa da manubrio (non da bike packing), c’è un sistema per agganciarla davanti sullo stelo più piccolo?

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.